Salvatore Giunta« Collisioni »collages e sculture
Paris, Galerie Satellite, 26 settembre – 6 ottobre 2007
testo critico version française Bruna Condoleohttp://www.salvatoregiunta.com/ link: arsetfuror |
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Nato a Roma nel ’43, già docente di Discipline Plastiche al IV° Liceo Artistico, Salvatore Giunta inizia la sua carriera da giovanissimo con una personale al Palazzo delle Esposizioni in Roma nel 1969 e da allora non interromperà mai l’attività di pittore e scultore. Poliedrico nella creatività, si è interessato con successo di scenografia teatrale e di cinematografia sperimentale, ha ideato libri d’artista, medaglie e sculture- trofeo per premi prestigiosi, ottenendo riconoscimenti di altissimo livello. Tra le numerose esposizioni effettuate in Italia ed all’estero (Francia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Malta), si segnalano le collettive più significative: nel ’77 Itinerante aurea, San Paolo, Rio de Janeiro, Belorizonte, Brasilia; nel ’82 la XII Biennale di Parigi; nel ’89 Libri e pagine d’artista, Forte del Belvedere, Firenze; nel ’98 Il metallo e la forma, Accademia di Carrara, Bergamo; nel 2006 Tra©arte, Rassegna internazionale, Museo Civico, Foggia e nel 2007 nell’ambito della “52° Biennale Internazionale d’arte di Venezia, ha partecipato al progetto Camera 312, pro-memoria per Pierre. Tra le personali più recenti si ricordano nel 2006 l’importante mostra Lo spazio della scultura, MAGI ‘900, Pieve di Cento (Bo) e nel 2007 l’installazione Al limite dell’azzardo, Studio d’arte Fuori Centro, Roma. |
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“L’arte di Salvatore Giunta – scrive Bruna Condoleo, autrice del catalogo della mostra -, che si tratti indifferentemente di pittura, disegno o scultura, tende alla maggiore purezza possibile delle forme: i ritmi dinamici, articolati in equilibri precari, richiamano evoluzioni siderali da cui, malgrado il rigore e la chiarezza compositivi, non è esente il concetto di casualità. Triangoli, quadrati e trapezi in collisione cinetica, ellissi e cerchi s’intrecciano con leggerezza, si attraggono e dialogano grazie ad eleganti accordi tonali o duellano per mezzo di opposte cromie, proiezioni simboliche delle dinamiche esistenziali. Senza mai ricorrere alla figurazione, il lirismo metafisico di Giunta attinge alla natura primordiale delle forme, liberate da ogni sovrastruttura naturalistica ed iconica; egli predilige, infatti, i linguaggi geometrici che sono alla base dell’arte dei suoi maestri ideali: Cézanne, Arp, Brancusi, Mondrian.(...) Le sue creazioni scultoree, forme dinamicamente sospese al limite dell’azzardo, vivono una dimensione di incessante divenire, mentre lo spazio-luce è diaframma tra finito ed infinito. La materia, trattata con tecniche che mutano a seconda delle qualità filtranti o rifrangenti delle superfici, è valorizzata al meglio: le proprietà fisiche dei materiali usati, i colori e le vibrazioni delle forme divengono elementi fondamentali di un lavoro artigianale che trasforma l’opera in una diafana superficie in cui è sempre possibile leggere in trasparenza la storia interiore dell’artista. La luce, elemento ordinatore dei volumi, mutevoli come l’esistenza, è il risultato di un opportuno dosaggio cromatico che stabilisce tra le forme relazioni tonali, metriche, strutturali e percettive assieme. Nella mostra parigina “Collisioni” i collages cartacei fanno parte di una sequenza seriale in cui ogni struttura assume una più esatta identità linguistica dalla relazione con le altre unità. L’artista sceglie un’idea di partenza, poi elabora i suoi lavori in conseguenza di quella ideazione, sviluppando le potenzialità delle interazioni spaziali e cromatiche, calcolate sulla base di una progressione musicale e sulla diversa grammatura del colore. La carta a mano è materia sovrana: ciascun elemento formale viene definito grazie al suo contrario e si manifesta nel momento in cui sta opponendosi od integrandosi nell’altro. Carte ruvide e levigate, dispiegando un’eccezionale quanto imprevedibile vocazione scultorea, così come legni, bronzi, ferro o alluminio, materiali capaci di reagire differentemente agli stimoli luminosi, sono i protagonisti di un linguaggio minimale che gioca sui lievi contrasti, sull’opacità e sui riflessi, anche su impercettibili scarti formali. L’estro razionale permette all’artista di sfuggire all’insidia della monotonia: positivo e negativo, vuoto e pieno rimbalzano, si oppongono, invertono le posizioni originarie, giocando cineticamente con le forme, creando un prima ed un poi di un racconto poetico in cui il silenzio diviene la nuova frontiera dell’infinito”.
Al vernissage, che si terrà a Parigi, presso la Galerie Satellite, mercoledì 26 settembre 2007, dalle ore 17.00, sarà anche presentato il libro d’Artista « Ritmi della mente » con una poesia di Paolo Guzzi
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Galerie Satellite, diretta da Bruno Maisons, 7 rue F. de Neufchâteau -Paris, Onzième, M°: Voltaire- www.galeriesatellite.com Orario di apertura: tutti i giorni, dalle 13.30 alle 19.00.- tel: 0033 0143798020
La mostra, organizzata dall’Associazione Artes Faveo ( ww.artesfaveo.com - studio AT artesfaveo.com) ed allestita da Stefania Grossi (stefaniagrossi AT yahoo.it), si concluderà il 6 ottobre 2007 |
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